La nuova produzione del regista britannico ha scelto l’isola delle Egadi come set principale italiano per The Odyssey. La domanda è inevitabile: cosa ha visto Nolan in Favignana?
Christopher Nolan ha deciso di portare la sua Odissea in Sicilia. E non ha scelto Taormina, né Palermo, né le solite location “cartolina”: macchè, lui è andato dritto a Favignana. Secondo quanto riporta Variety, la nuova produzione del regista britannico ha scelto l’isola delle Egadi come set principale italiano per The Odyssey, colossal mitologico in arrivo in Italia il 16 luglio 2026, distribuito da Universal Pictures.
Per settimane Favignana è stata letteralmente occupata da una troupe internazionale: elicotteri, navi di scena, tonnare blindate, e una mezza flotta di IMAX pronti a catturare la luce del Mediterraneo. In generale l’isola viene descritta da Variety come “set principale” per la parte siciliana del film: la troupe di Nolan ha scelto Favignana come fulcro del girato italiano nel 2025. E allora, da videomaker, ma anche da siciliano, la domanda è inevitabile: cosa ha visto Nolan in quei paesaggi che noi diamo, forse, per scontati?

Nolan Sceglie Favignana, un Set Naturale
Favignana è un’isola che sembra disegnata da un direttore della fotografia, con il mare che cambia colore a seconda dell’umore del vento. È piccola, aspra, luminosa e a ogni curva modifica il suo racconto: forse è per questo che Nolan l’ha scelta, per la sua capacità di essere tutto e il contrario di tutto. A ovest, le scogliere di Cala Rossa sembrano uscite da Inception: taglienti, geometriche, dove la luce di mezzogiorno fa brillare la pietra come una lastra bianca: quando giri qui, è come se stessi filmando sulla neve. Al contrario, quando il sole cala, il mare vira dal turchese all’arancio, in un viraggio cromatico che nemmeno DaVinci Resolve riuscirebbe a replicare meglio!
Dalle prime indiscrezioni Nolan dichiara di avere scelto le “rocky shores of Favignana”, le spiagge rocciose dell'isola, come scenario per lo sbarco di Ulisse: in effetti, a guardarli, questi scogli sembrano pensati per accogliere un eroe che prova a tornare a casa. Pietre, mare, vento e solitudine.
A est, invece, l’isola cambia ritmo. Le grotte marine e le spiagge più quiete (come quelle intorno al Bue Marino) sono perfette per girare sequenze più intimistiche, con luce morbida e riflessi d’acqua. Lì, la Golden Hour è una magia: i colori sono quelli giusti, per chi cerca tonalità calde e carnali. Pare che Nolan abbia scelto queste zone per alcune scene di approdo: il momento in cui l’eroe esce dal mare, stremato, e si ritrova su nuova una spiaggia sconosciuta. Nel mito originario, infatti, l’isola delle “capre” (in inglese “Goat Island”) viene talvolta identificata con Favignana o con un’isola delle Egadi. La produzione sembra voler sfruttare questo richiamo.

Favignana Senza Scenografie: tra Storia e Architettura Industriale
Sulla cima dell’isola è situato il Castello di Santa Caterina. Chi conosce Favignana sa che per arrivare lassù bisogna sudare (letteralmente) ma, una volta a destinazione, da sopra si ha una vista favolosa: il porto, Levanzo, il blu infinito. Non mi stupirebbe se Nolan ci avesse girato qualche scena “divina”: lo sguardo di un dio, Ulisse che rimira l’isola dall’alto, un’inquadratura simbolica con l’orizzonte che si apre a 360 gradi. Da videomaker, Santa Caterina è il posto in cui pensi: “Ok, ora capisco perché si chiamano epic shots”. Se usi il drone, poi, il vento è una sfida ma anche un effetto speciale naturale.
Infine, se c’è un luogo che sintetizza Favignana, è la Tonnara Florio: monumentale, decadente, sospesa tra storia e mare. Tra quelle colonne in pietra, con la luce che filtra dalle finestre alte e il rumore del mare che rimbomba dentro, tutto parla di tempo e fatica. Un tempo fabbrica del tonno, per volere della celebre famiglia di commercianti siciliani, oggi questi edifici sono museo e simbolo dell’isola. Durante le riprese, raccontano i locali, la Tonnara è diventata zona off-limits: set, magazzino e base logistica per la troupe. In generale, Favignana è vista come una “porta mediterranea” che collega mito, paesaggio e racconto cinematografico.

La Sicilia (e il Mediterraneo) Incontra il Cinema di Nolan
Se segui Christopher Nolan, sai che fa parte della sua idea di cinema rifiutare l'intelligenza artificiale, il digitale “fine a sé stesso”, come scorciatoia. Per lui pochi fondali in green screen, poche location ricreate in CGI; meglio ciò che è reale, tangibile, pieno di difetti ottici che diventano estetica. Per chi fa video, si tratta di una lezione più utile di mille tutorial: la realtà, se sai guardarla, è già cinema. Favignana, con la sua luce brutale e i suoi contrasti, ti obbliga a lavorare sulla materia: esposizione, profondità di campo, controllo del flare, gestione del vento. È un laboratorio naturale dove il tempo cambia più in fretta del frame rate.
Oltre che a Favignana, Christopher Nolan ha potuto girare il suo film nelle Eolie e in altre zone di Italia e del Mediterraneo, provando a restituire le atmosfere del viaggio epico del re di Itaca. La sua Odissea è arrivata, infatti, anche sul litorale romano - dalle parti di Ostia - oltre che in Marocco e in Grecia, con il supporto della Wildside, società del gruppo Fremantle. Le riprese – a quanto risulta – sono state effettuate con tecnologia IMAX di ultima generazione.
Andrai a vedere al cinema questa nuova Odissea? Scrivimi nei commenti cosa ti aspetti dal prossimo film di Nolan e se conosci qualche altra location che apparirà nella pellicola.








