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Da Màkari all'Odissea: Tutti i Film e le Serie Tv Girati in Provincia di Trapani

12/07/2026 10:25

Vito Sugameli

Film e Videogiochi, In Evidenza,

Da Màkari all'Odissea: Tutti i Film e le Serie Tv Girati in Provincia di Trapani

La provincia di Trapani ha scritto pagine memorabili nella storia del cinema, da Rossellini a Aquaman.

Con l’arrivo al cinema dell’Odissea di Christopher Nolan, Favignana e la provincia di Trapani sono tornate al centro dell’immaginario cinematografico internazionale. Ne ho già parlato in un articolo dedicato al rapporto tra Favignana, Omero e Nolan, ma questo nuovo caso hollywoodiano può diventare anche l’occasione giusta per allargare lo sguardo: il trapanese non è improvvisamente diventato cinema perché è arrivata una grande produzione americana. Lo era già. Solo che spesso ce ne dimentichiamo.

La provincia di Trapani è una palestra visiva straordinaria: saline, isole, borghi medievali, rovine archeologiche, cave di tufo, tonnare, coste selvagge, piazze luminose, paesaggi arcaici e architetture che sembrano già pronte per essere attraversate da una storia. Non è soltanto “bella da riprendere”. È cinematografica perché contiene contrasti fortissimi: mare e pietra, luce e ombra, mito e cronaca, turismo e memoria, cartolina e ferita storica. È un territorio che può diventare epica antica, giallo mediterraneo, racconto mafioso, commedia popolare, cinema civile o blockbuster internazionale. Per un videomaker o per chi ama il cinema, ripercorrere i film e le serie girati in provincia di Trapani non è solo una curiosità. È un modo per capire quanto lo spazio influenzi il racconto. E il trapanese, da questo punto di vista, ha una forza rara.

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Classici del Cinema Girati in Provincia di Trapani

Il rapporto tra cinema e provincia di Trapani comincia molto prima delle serie Rai, dei set internazionali e delle produzioni streaming. Già nel cinema italiano del Novecento, questo territorio entra in scena come luogo della storia, soprattutto quando il racconto tocca il Risorgimento, l’identità siciliana e le contraddizioni politiche dell’isola. Tra i titoli da cui partire c’è sicuramente 1860 di Alessandro Blasetti, girato nel 1934, uno dei film più importanti del cinema italiano degli anni Trenta e spesso ricordato per il suo sguardo popolare sull’epopea garibaldina. La battaglia di Calatafimi e il paesaggio della Sicilia occidentale non sono semplicemente fondale storico, ma diventano il luogo in cui il mito dell’Unità d’Italia incontra il punto di vista dei contadini, dei piccoli uomini, di chi vive la Storia prima ancora di comprenderla. È un elemento interessante perché anticipa, in parte, quella tensione verso il realismo che il cinema italiano avrebbe poi sviluppato con ben altra consapevolezza nel dopoguerra.

Negli anni successivi, il trapanese torna a essere spazio di memoria storica con Viva l’Italia! (1961) di Roberto Rossellini, dedicato alla spedizione dei Mille, e con Salvatore Giuliano (1962) di Francesco Rosi, uno dei grandi film politici italiani. Nel caso di Rosi, la provincia di Trapani entra soprattutto attraverso Castelvetrano, luogo legato alla morte del bandito Giuliano. Qui il paesaggio non è più epico, ma giudiziario, civile, quasi documentario. La Sicilia non viene raccontata come folklore, ma come sistema di potere, silenzi, complicità e verità difficili da ricostruire. Accanto a questi titoli, va ricordato anche Vento del Sud (1959) di Enzo Provenzale, con una giovanissima Claudia Cardinale, legato a San Vito Lo Capo e alle saline trapanesi. È un film meno citato rispetto ai grandi classici, ma importante perché mostra come già alla fine degli anni Cinquanta la costa occidentale siciliana fosse percepita come un luogo capace di sostenere storie di contrabbando, migrazione, marginalità e desiderio di fuga. In questi film il trapanese non è ancora la “location da cartolina” che spesso vediamo oggi. È una terra ruvida, politica, attraversata da tensioni reali.

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Trapani Come Città del Noir Civile

Se c’è un momento in cui la provincia di Trapani diventa davvero riconoscibile per il grande pubblico televisivo, quello passa anche da La Piovra. La prima stagione, diretta da Damiano Damiani nel 1984, ha segnato l’immaginario italiano sul racconto della mafia in televisione. Trapani, in questo contesto, non è solo una città siciliana qualsiasi: è il luogo dove il commissario Corrado Cattani entra in contatto con un sistema più grande di lui, che non si limita alla criminalità ma invade la società.

Molti anni dopo, nel 2017, Maltese – Il romanzo del Commissario riprende idealmente quella scia, ma con un’operazione ancora più dichiaratamente legata alla città. La serie con Kim Rossi Stuart, ambientata nella Trapani degli anni Settanta, lavora quasi come una ricostruzione emotiva e urbana: Palazzo D’Alì, il centro storico, le saline, Nubia, Marsala, Castellammare del Golfo e altri luoghi della provincia partecipano alla costruzione di un’atmosfera sospesa tra memoria civile e noir. La cosa interessante, mettendo insieme La Piovra e Maltese, è che Trapani viene utilizzata come spazio morale. Non è soltanto bella, mediterranea o riconoscibile. È un luogo in cui il racconto criminale può diventare racconto politico, dove il paesaggio urbano si carica di ombre e la luce siciliana non serve a rendere tutto più pittoresco, ma a far emergere ancora meglio le contraddizioni. In questo senso, il trapanese ha dato alla televisione italiana una cornice potente per raccontare la parte più ambigua e dolorosa del Paese.

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Trapani, Quando il Territorio Diventa Immaginario Pop

Naturalmente la provincia di Trapani non è stata solo storia e mafia. A un certo punto è diventata anche immaginario popolare, commedia, viaggio sentimentale, racconto di formazione, turismo narrativo. Qui entrano in gioco luoghi come Favignana, San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo, Erice, Custonaci e Scopello: non più soltanto spazi drammatici, ma luoghi in cui il cinema e la televisione intercettano il desiderio, la vacanza, l’identità e la memoria personale. Favignana, ad esempio, ha un legame molto forte con Il commissario Lo Gatto (1986) di Dino Risi, commedia-giallo con Lino Banfi. È un film popolare, leggero, molto lontano dai toni cupi di La Piovra (1984), ma proprio per questo importante: ha trasformato l’isola in un set riconoscibile, fatto di piazze, porto, mare, strade assolate e una comicità che ancora oggi continua a essere citata. Favignana non è solo sfondo, è parte del meccanismo comico: isola chiusa, comunità osservante, mistero improbabile, estate siciliana.


Con My Name Is Tanino (2002), Paolo Virzì porta invece il trapanese dentro un racconto di formazione più malinconico e irregolare. Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo e la costa occidentale diventano il punto di partenza di un giovane che sogna il cinema e guarda l’America come promessa, fuga e illusione. 


È un film interessante proprio perché parla anche di cinema: un ragazzo siciliano che vuole diventare regista e parte inseguendo un’immagine, una ragazza, una fantasia. Poi ci sono titoli come In guerra per amore (2016) di Pif, girato principalmente a Erice e in altri luoghi della provincia, dove il borgo medievale diventa un paese siciliano della Seconda guerra mondiale; Viola di mare (2009) di Donatella Maiorca, girato tra la Tonnara di San Vito Lo Capo, Trapani e Favignana, che usa il paesaggio isolano per raccontare una storia d’amore e identità nell’Ottocento, adattamento di Minchia di Re (2008), romanzo dello scrittore trapanese Giacomo Pilati; e ancora Màkari (2021), che forse più di ogni altra serie recente ha trasformato San Vito Lo Capo, Macari, Monte Cofano, Scopello, lo Zingaro, Erice, Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e Marsala in un immaginario televisivo immediatamente riconoscibile. La prima stagione ha avuto un ottimo riscontro: in media circa 6 milioni di telespettatori a puntata, con uno share vicino al 25%, ma il suo merito principale è un altro:: non ha usato il territorio solo come sfondo turistico, ma lo ha reso parte di una formula narrativa accessibile, luminosa, familiare. Il giallo, la commedia, il paesaggio, il mare e il carattere dei personaggi si fondono in un prodotto popolare che ha portato milioni di spettatori a identificare il trapanese con un certo modo di vivere, osservare e raccontare la Sicilia. Si può discutere sulla semplicità della sceneggiatura e sul rischio da cartolina, certo, ma non sul suo impatto: per molti italiani, oggi, quei luoghi hanno anche una memoria televisiva.

Hollywood nel Trapanese: Indiana Jones, Nolan e il caso Aquaman

Negli ultimi anni la provincia di Trapani è entrata con forza anche nel circuito delle grandi produzioni internazionali e delle serie ad alto profilo. Maria Maddalena (2018), diretto da Garth Davis con Rooney Mara e Joaquin Phoenix, ha utilizzato anche il territorio trapanese dentro una geografia biblica più ampia (Macari, in particolare), insieme ad altre location del Sud Italia. È un caso importante perché mostra come la provincia possa diventare non solo Sicilia, ma Palestina antica, paesaggio spirituale, scenario arcaico e universale. Indiana Jones e il quadrante del destino (2023) di James Mangold ha poi riportato il trapanese dentro l’avventura hollywoodiana, con il Parco archeologico di Segesta, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Marsala e lo Stagnone. Il caso di Segesta è particolarmente interessante perché il tempio viene usato nella finzione come parte di un’altra geografia narrativa. È una scelta tipica del cinema: prendere un luogo reale e spostarlo altrove, ricomporre la Sicilia come un puzzle visivo, usare la forza iconica di un sito archeologico per dare credibilità a un’avventura.
 

Vale la pena citare anche il caso Aquaman (2018) di James Wan, ma con una precisazione importante. Il film contiene una sequenza ambientata in una Sicilia fortemente ispirata a Erice, Scopello e alla costa dello Zingaro, ma non va inserito tra i film realmente girati in provincia di Trapani nello stesso modo di Indiana Jones o L'Odissea. La produzione, attraverso una troupe dedicata di registi della seconda unità e visual artist, riprese gli ambienti reali per poi digitalizzarli in un secondo momento. È un caso diverso, ma interessante: dimostra che la provincia di Trapani non è soltanto un luogo dove si gira, ma anche un archivio visivo capace di influenzare mondi immaginari costruiti altrove. In questo senso, la presenza di Hollywood nel trapanese non è solo una questione di prestigio.
 


È la conferma di una cosa più profonda: questi luoghi funzionano perché possiedono già una grammatica visiva fortissima. Segesta sembra nata per l’avventura archeologica, Favignana per il mito mediterraneo, Erice per il fantasy medievale, lo Zingaro per il viaggio, le saline per il tempo sospeso, Marsala e Castellammare per il racconto di mare e approdo.


Con L'Odissea (2026) di Christopher Nolan il discorso diventa ancora più potente. Favignana e le Egadi sono entrate nel percorso produttivo di uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo. Qui il trapanese torna a dialogare con il mito su una scala completamente diversa: non più solo Risorgimento, mafia o commedia italiana, ma Omero, IMAX, cinema epico internazionale, un autore contemporaneo che cerca luoghi reali per costruire un immaginario antico. È quasi un cerchio che si chiude: una terra già attraversata da racconti storici e politici diventa ora paesaggio mitologico alla portata del grande pubblico. 

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Perché Girare un Progetto Audiovisivo in Provincia di Trapani?

Accanto ai set internazionali, negli ultimi anni il trapanese è stato attraversato anche da molte produzioni italiane di rilievo: La stranezza (2022) e L’abbaglio (2024) di Roberto Andò, Misericordia (2023) di Emma Dante, Iddu (2024) di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, I Leoni di Sicilia (2022) di Paolo Genovese, Citadel: Diana (2024) di Arnaldo Catinari, Incastrati (2022) di Ficarra e Picone, The Bad Guy (2021) di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, Il cacciatore (2018) di Stefano Lodovichi e Davide Marengo, Gioia mia (2025) di Margherita Spampinato. Non tutti questi titoli hanno lo stesso peso nella storia del cinema, ma tutti confermano una cosa: il territorio è diventato un ecosistema di produzione, non più una comparsa occasionale.

Raccontare tutti questi film e serie non serve soltanto a fare una lista di titoli. Serve a capire perché la provincia di Trapani continua ad attirare produzioni così diverse tra loro. Il punto non è solo la bellezza del paesaggio, perché di luoghi belli il cinema è pieno. Il punto è la densità narrativa: in pochi chilometri convivono archeologia, mare, montagna, isole, saline, borghi, tonnare, cave, centri storici, campagne e coste che cambiano completamente volto a seconda della luce. Inoltre, la visibilità internazionale garantita dalla bellezza e unicità di queste location può dare un forte slancio al tuo progetto, rendendolo più attrattivo per festival e distribuzioni estere. I grandi registi, da Rosi a Rossellini, da Damiani a Nolan, non scelgono un luogo soltanto perché è bello. Lo scelgono perché produce senso. Per questo la provincia di Trapani non dovrebbe essere letta solo come “territorio da riprendere”, ma come un laboratorio audiovisivo a cielo aperto. Un luogo in cui il cinema ha già lasciato tracce importanti e in cui, forse, ci sono ancora molte storie da immaginare. 

Per chi oggi vuole girare un cortometraggio, un documentario, un film indipendente, un videoclip o un contenuto promozionale, il trapanese offre una possibilità rara: costruire un racconto visivamente forte senza dover inventare tutto da zero. Se stai pianificando un progetto nel trapanese, non limitarti a scegliere questa terra solo come sfondo. Valuta il coinvolgimento attivo delle comunità locali, che possono diventare parte integrante del racconto con storie, tradizioni e volti autentici. Crea sinergie con le istituzioni, come i comuni e le soprintendenze, che spesso offrono supporto logistico e facilitazioni burocratiche preziose per le riprese. Girare qui significa beneficiare non solo di splendidi paesaggi naturali e urbani, ma anche di un ecosistema che comprende maestranze, artigiani e piccole imprese pronte a collaborare.

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Lista Aggiornata di Film Girati nel Trapanese

1934 — 1860, regia di Alessandro Blasetti — Salemi e Calatafimi.
1946 — Malacarne / Turi della tonnara, regia di Pino Mercanti — Castellammare del Golfo, Scopello, San Vito Lo Capo.
1959 — Vento del Sud, regia di Enzo Provenzale — San Vito Lo Capo e Trapani.
1961 — Viva l’Italia!, regia di Roberto Rossellini — Sicilia occidentale / territorio trapanese.
1962 — Mafioso, regia di Alberto Lattuada — Sicilia occidentale / provincia di Trapani indicata in alcune filmografie.
1962 — Salvatore Giuliano, regia di Francesco Rosi — Castelvetrano e luoghi legati alla vicenda Giuliano.
1984 — La Piovra, regia di Damiano Damiani — Trapani.
1986 — Il commissario Lo Gatto, regia di Dino Risi — Favignana.
1988 — Provocazione, regia di Piero Vivarelli — Trapani e Favignana.
1993 — La scorta, regia di Ricky Tognazzi — provincia di Trapani.
1999 — Il commissario Montalbano: Il ladro di merendine, regia di Alberto Sironi — Custonaci e Favignana.
2001 — Asoka, regia di Santosh Sivan — provincia di Trapani indicata in filmografie territoriali.
2002 — Avenging Angelo, regia di Martyn Burke — Castellammare del Golfo.
2002 — Un viaggio chiamato amore, regia di Michele Placido — Trapani.
2002 — My Name Is Tanino, regia di Paolo Virzì — Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo.
2004 — L’odore del sangue, regia di Mario Martone — Gibellina.
2004 — Ocean’s Twelve, regia di Steven Soderbergh — Scopello.
2005 — Il commissario Montalbano: Par condicio, regia di Alberto Sironi — Custonaci.
2007 — La baronessa di Carini, regia di Umberto Marino — Sicilia occidentale / provincia di Trapani.
2008 — Il dolce e l’amaro, regia di Andrea Porporati — Favignana, Trapani, Bonagia.
2008 — Largo Winch, regia di Jérôme Salle — Sicilia occidentale / provincia di Trapani.
2009 — L’isola dei segreti – Korè, regia di Ricky Tognazzi — Favignana e Trapani.
2009 — Viola di mare, regia di Donatella Maiorca — Favignana, Trapani, San Vito Lo Capo.
2010 — Ristabbanna, regia di Daniele De Plano e Gianni Cardillo — provincia di Trapani.
2012 — Transeuropæ Hotel, regia di Luigi Cinque — Trapani.
2013 — Rocky, regia di Sujit Mondal — Trapani.
2015 — A Bigger Splash, regia di Luca Guadagnino — Pantelleria.
2016 — In guerra per amore, regia di Pif — Erice, saline di Trapani, Custonaci.
2017 — Maltese – Il romanzo del Commissario, regia di Gianluca Maria Tavarelli — Trapani, saline, Marsala, Castellammare del Golfo.
2018 — Maria Maddalena, regia di Garth Davis — Trapani / provincia di Trapani.
2018 — Immaturi – La serie, regia di Rolando Ravello — provincia di Trapani indicata tra le produzioni supportate dal territorio.
2018 — Il cacciatore, regia di Stefano Lodovichi e Davide Marengo — San Vito Lo Capo, Castelvetrano, Marsala.
2018 — Aquaman, regia di James Wan — Erice, Scopello, Zingaro
2021 — Màkari, regia di Michele Soavi — Macari, San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo, Scopello, Zingaro, Erice, Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo, Marsala.
2021 — The Bad Guy, regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi — Balata di Baida, Castellammare del Golfo, Marsala.
2022 — La stranezza, regia di Roberto Andò — Erice e Trapani.
2022 — I Leoni di Sicilia, regia di Paolo Genovese — Favignana, Marsala, Trapani.
2022 — Màkari 2, regia di Michele Soavi — Scopello, Trapani, Erice e altri luoghi del trapanese.
2022 — Incastrati, regia di Ficarra e Picone — Castellammare del Golfo, Scopello, Balata di Baida.
2023 — Indiana Jones e il quadrante del destino, regia di James Mangold — Segesta, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Marsala, Stagnone.
2023 — Misericordia, regia di Emma Dante — Monte Cofano, Punta Tipa, San Giuliano, Casa Santa.
2023 — Màkari 3, regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca — Scopello, Erice e altre location siciliane.
2024 — Iddu, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza — Salemi, Trapani, area del Belice.
2024 — L’abbaglio, regia di Roberto Andò — Erice e Trapani.
2024 — Citadel: Diana, regia di Arnaldo Catinari — Gibellina e Scopello.
2024 — Per amore di una donna, regia di Guido Chiesa — Sicilia occidentale / territorio trapanese.
2025 — Gioia mia, regia di Margherita Spampinato — Trapani.
2025 — E poi si vede, regia di Giovanni Calvaruso — Trapani.
2026 — Un futuro aprile, regia di Graziano Diana — Trapani, Pizzolungo, Valderice.
2026 — L'Odissea, regia di Christopher Nolan — Favignana e isole Egadi.

Se sei un filmmaker, un videomaker, un autore o una realtà culturale interessata a raccontare questo territorio attraverso immagini, la domanda non è soltanto dove girare. La domanda vera è: che cosa può raccontare questo luogo meglio di qualunque altro?

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