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Beau ha paura: un concentrato della lucida follia di Ari Aster | Recensione Film

23/04/2023 15:15

Vito Sugameli

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Beau ha paura: un concentrato della lucida follia di Ari Aster | Recensione Film

Recensione, frasi e curiosità del film di Ari Aster “Beau ha paura” (2023). Un'inaccessibile seduta psicanalitica con Joaquin Phoenix.

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Dopo Everything Everywhere All at Once, A24 (a braccetto con I Wonder Pictures che in Italia non sta sbagliando una sola acquisizione negli ultimi anni) mette a segno un altro colpo da maestro nella produzione di un film indipendente ad alto budget, rischioso e psicanalitico, seppur non altrettanto stupefacente. Ari Aster con Beau ha paura alza l’asticella, scuote lo spettatore e lo lega alla poltrona per 3 ore, innescando un caleidoscopio di situazioni grottesche, inquietanti, esagerate, violente e deliberatamente sessuali. Un film sui generis che si fa fatica ad incasellare in un singolo genere. Ma di cosa parla il film?

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Trip mentale multiforma

Joaquin Phoenix è Beau, un uomo di mezza età che sta per ricongiungersi con sua madre. È diretto in aeroporto quando una serie di circostanze surreali lo rallenteranno, ponendo in essere una riflessione sulla sua vita in relazione alle sue paure. Ad un certo punto ci si rende conto che Beau è un manichino con cui si fatica ad entrare in empatia, il cui scopo è quello di essere “riempito” dalle esperienze dello spettatore: ha lo sguardo vuoto, ringrazia anche quando non dovrebbe e avverte pericoli ovunque. Ari Aster è il demiurgo di questa inaccessibile seduta psicanalitica; usa il suo personaggio come contenitore meta-cinematografico attraverso il quale sfogare i propri istinti, colui che ha la forza di affermare con le immagini ciò che non abbiamo il coraggio di esternare. L’epopea tragicomica sull’esistenza di Beau diventa soprattutto quello dello spettatore, sovversiva e in certi casi demenziale.
 

L’immaginario ricreato da Aster setaccia i residui degli incubi più agghiaccianti ed esaspera i conflitti più intriganti della realtà, mescola cinema e pittura, realtà e immaginazione, dando costantemente prova delle sue abilità registico-tecniche (l’originalità delle transizioni sono un suo tratto distintivo). È innegabile che soltanto Ari Aster affronta i tabù con questa naturale ossessività priva di leggerezza. Il suo è un cinema sovversivo e in questo caso anche un po’ annacquato. Un volo di sola andata nella mente del regista: vale la pena godersi il viaggio senza porsi troppe domande.

Alert: Beau ha paura di Ari Aster

Giunti al terzo lungometraggio, per il regista americano è tempo di bilanci: il più grande ostacolo per Ari Aster è Ari Aster. La sua lucida follia, sempre più propulsiva e delirante, si scontra con l’ego sconfinato di chi pretende di reincarnare Terry Gilliam e Stanley Kubrick in un solo corpo. Con Beau ha paura raggiunge l’apice del suo delirio, non si pone ostacoli né freni inibitori, non teme un minutaggio esagerato, manda in vacca il politically correct per raccontare una disturbante corsa ad occhi sbarrati sull’impervio percorso chiamato vita. È un film troppo lungo e frammentario che inevitabilmente distoglie lo spettatore, incapace di codificarne i codici e le ambizioni.

 

Un film allegorico che sconfina nell'autoreferenzialità - tratto dal suo corto Beau (2011) con Billy Mayo - e che si beffa dello spettatore, delle sue aspettative, dei generi e dei linguaggi cinematografici. In ogni passaggio di fase, Aster dimostra di avere pieno controllo della materia, degli attori (Joaquin Phoenix sempre magnifico), del linguaggio filmico, dell’estetica e delle stratificazioni psicologiche e intellettuali. Si tratta di un film Astericentrico, dove non c’è spazio per la razionalità e l’intuizione, dove lo spettatore non è fruitore ma un tramite che consente al regista di vomitare in sala le sue paranoie ricorrenti (famiglia disfunzionale, concetto di adozione in senso lato, l’ossessione per le congreghe, nudità e splatter a go go). Ari Aster è divisivo perché ha bisogno del pubblico per rivendicare la sua autorialità, per urlare al mondo la sua esistenza, per esorcizzare le sue angosce. E tutto questo non è necessariamente un male. 

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Uno, nessuno, centomila: il cinema delle contaminazioni

La prima ora è cinema di rara potenza: omaggia Álex de la Iglesia, Alfred Hitchcock, Quentin Tarantino e almeno altri dieci maestri del cinema. É un vulcano in eru(e)zione, conscio del livello di consapevolezza raggiunto in appena tre film (se escludiamo The Strange Thing About the Johnsons, mediometraggio realizzato come tesi di laurea, diventato subito virale per via dell’argomento affrontato). Se avesse mantenuto questa coerenza di forma sarebbe diventato un Instant classic. L'impressione è che le sue idee abbiano perso coesione, che non sia un abile sceneggiatore semmai un talentuoso visionario, uno dei pochi in grado di creare tensione anche con una banale escamotage narrativa (una lettera intimidatoria di un vicino che accusa Beau di fare baccano quando in realtà è disteso sul letto). 

 

La preoccupazione è che il film possa essere il primo vero grande flop commerciale del regista (davvero troppo distante dalle aspettative del pubblico generalista, complesso perfino per i fan del regista), una paura che - come per Beau - potrà affrontare in compagnia dei suoi demoni ma che non gli garantirà automaticamente l’accesso al delirio successivo.

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Curiosità sul film Beau ha paura

  1. È stato ipotizzato che il film fosse un'espansione di un cortometraggio intitolato Beau (2011), nonché un adattamento teatrale di una sceneggiatura trapelata del 2014 intitolata Beau ha paura, diretto e scritto da Aster. Ciò è stato successivamente confermato in quanto molte scene presentate nel trailer del film coincidevano con porzioni della sceneggiatura.
     
  2. Beau ha paura doveva essere il debutto alla regia di Ari Aster.

     
  3. Ari Aster ha descritto il film come «se riempissi di Zoloft un bambino di 10 anni e [gli facessi] fare la spesa». E non contento dell’affermazione, ha aggiunto: «il film è come un Signore degli Anelli ebreo, nel quale il protagonista deve solo ritrovare la strada di casa per tornare da sua madre. Voglio mettere il pubblico nei panni di un perdente».

     
  4. Martin Scorsese ha visto il film due volte definendolo «notevole a molti livelli». E aggiunge: «La prima volta non sapevo niente, nessuno mi aveva detto nulla. Sono rimasto colpito dal suo linguaggio così unico e così originale. Il gusto per il rischio è così unico e potente e non ci sono molti registi che oggi siano in grado di farlo a questo livello».

     
  5. Joaquin Phoenix è svenuto sul set del film mentre Patti LuPone, che interpreta la madre di Beau, stava girando la sua scena.
  6. Con un budget di 35 milioni di dollari, Beau ha paura è la produzione più grande e costosa di A24 fino ad oggi, superando il precedente detentore del titolo, Everything Everywhere All at Once (2022).

     
  7. Il 1 aprile 2023, Ari Aster e A24 hanno fatto quello che è stato definito un pesce d’aprile a un pubblico dell'Alamo Drafthouse di New York. Sebbene avessero acquistato i biglietti per una proiezione speciale di Midsommar - Il villaggio dei dannati, Aster, invece, ha proiettato un'anteprima senza preavviso di Beau ha paura, circa un mese prima della sua data di apertura effettiva.

     
  8. Si ipotizzava che Billy Mayo, collaboratore di lunga data di Ari Aster, avrebbe recitato come protagonista di Beau ha paura fino alla sua morte, avvenuta nel 2019.
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Frasi dal film Beau ha paura

  • Mi dispiace tanto per quello che hai ereditato da tuo padre, ma volevo tanto un figlio. Il regalo più grande della mia vita.

     
  • Ciao sono mamma, ti chiamo solo per dirti che sono tanto tanto tanto emozionata di vederti domani. Sei il mio angelo, ti voglio bene. Ok, ti voglio bene. Ciao amore, ti voglio bene.

     
  • Non è sicuro là fuori, davvero? Cosa pensi che dovrei fare? - Sono sicura che farai la cosa giusta, tesoro.

     
  • Ti ho investito con la macchina? - Cosa?! - Scuuusa.

     
  • Sei triste di tornare a casa Beau?

     
  • Credo che dovrei andare ora. - Non so se questo succederà.

     
  • Camminerai per decine di miglia. Le decine diventeranno centinaia. Le centinaia diventeranno migliaia. Le tue avventure andranno avanti per anni e anni.

     
  • Voglio solo tornare a casa. - Lo so.

     
  • Fatelo a pezzi!

beau ha paura poster

Titolo originale: Beau Is Afraid
Genere: commedia, drammatico, horror

Paese, anno: Canada, Finlandia, USA 2023

Regia: Ari Aster

Sceneggiatura: Ari Aster

Fotografia: Pawel Pogorzelski

Montaggio: Lucian Johnston

Musiche: The Haxan Cloak 
Attori: Joaquin Phoenix, Patti Lupone, Amy Ryan, Nathan Lane, Kylie Rogers, Denis Ménochet, Parker Posey, Zoe Lister-Jones, Michael Gandolfini, Stephen McKinley Henderson, Joe Cobden, Hayley Squires, Anana Rydvald

Distribuzione: I Wonder Pictures

Produzione: A24, Access Entertainment, IPR.VC, Square Peg

Durata: 179'

Data di uscita: 27 aprile 2023

Spero che l'articolo ti sia piaciuto. Per altre recensioni cinematografiche visita Silenzioinsala.com oppure contattami se vuoi saperne di più sulla professione di filmmaker o suggerirmi nuovi articoli per il blog.

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